Vita da Resort:
Noi questa cosa non sappiamo bene come chiamarla.
Perchè la Pet Terapy è una disciplina che ha un suo percorso didattico e uno studio che non lascia nulla al caso.
Noi andiamo solo a trovare delle persone e trascorriamo con loro un po’ di tempo.
“…avrai carezze per parlare con i cani e sarà sempre di domenica domani…” Ecco in fondo accade questo.
Queste esperienze fanno parte di quelle che fatichi a raccontare, perché sono emotivamente fortissime e quando finiscono, il corpo è stanco, i muscoli hanno una dose immensa di acido lattico, la pelle delle guance è tesa, come dopo una giornata al mare, acqua e sale.
E la mente è leggera, vola. Il cuore è gonfio.
Le mani vuote.
Ho portato mia mamma.
Perché molti degli ospiti sono più giovani di lei.
Perché invece di andare a funerali, volevo farle vedere come sono serene e gioiose queste persone. Grate. Per così poco.
Perché questa è la verità. Facciamo tutti così poco.
Io faccio così poco.
Mia mamma ha tenuto la mano tutto il tempo a Patrizia.
“Mamma, devi andare da tutti, non puoi stare con un solo ospite”.
“Non posso, se le lascio la mano mi dice di non andare via e di stare con lei”.
Entrambe erano pervase del naturale egoismo di chi si dà a vicenda e che non vuole rinunciare al piacere di ricevere. Anche a costo di far soffrire gli altri.
Ma era la prima volta, aveva bisogno di guardare tutto da fuori, comprendere l’immensità delle cose che accadevano. Gesti, sguardi, parole, lacrime e sorrisi.
Ho lasciato decantare questa esperienza e le ho chiesto il giorno dopo cosa le fosse rimasto.
“Io non pensavo che i ragazzi fossero così” (i nostri cani ndr).
“Così come ?”.
“Bravi. Cioè lo so che sono educati, lo so che sono bravi. Ma invece sono molto di più. Vanno da tutti, leccano le mani come fossero carezze, vorrebbero andare in braccio a tutti, ma lo fanno con delicatezza. Quando Cecio (Cheyenne ndr) viene da me mi salta addosso che quasi mi butta per terra, invece con loro alza la zampa, chiede permesso, si appoggia piano. La Happy da me non sta in braccio neanche due minuti, con la Gigia ed Egidio non voleva più scendere. Prince di solito si ferma sempre con una sola persona che lo accarezza, qui lui va da tutti, senza distinzioni.
Goldie che è sempre tutto riservato ha scelto il suo ospite preferito e si è messo sotto i suoi piedi. Tre volte, non una, per cui si sono scelti. Per due ore non si sono fermati un minuto e non hanno lasciato nessuno senza un pelo o una leccatina. Per cui i ragazzi non è che sono bravi nel senso di educati, sono bravi perché hanno capito che queste persone hanno bisogno di loro.
Danno a chi ha bisogno di ricevere, più che ad altri”.
Io nel turbinio degli eventi guardo più gli umani e l’effetto che fa loro la presenza dei cani, così mi perdo certe sfumature e penso al luogo comune che dice che il cane ti dà amore a prescindere.
Ma ha ragione mia mamma.
Si, è vero che il cane dona a prescindere, ma se tu hai bisogno, lui ti dà di più.
E’ vero che loro non guardano il tuo abito, la tua tua auto, la tua casa. Ma ti riconoscono dall’odore.
Dietro il tuo odore c’è la tua vera persona.
E qui tutti profumano di buono.
Ad un certo punto della nostra vita, profumiamo tutti di buono, perché abbiamo capito che non vale proprio la pena avere l’odore acido della bile.
Per questo esco con i muscoli stanchi e le guance rapprese.
Perché è una Lezione che devo imparare.
Devo ricordarmi, quando mi sale la bile, che emano un cattivo odore e che qualcuno lo sente.
Voglio imparare a profumare di buono.







