Lezione del Mattino :
Io quella cosa che senti nello stomaco, stringe un po' il cuore e trasforma i tratti del viso, la rimpiango.
Di quando finivano le vacanze e tornavo a casa.
Sulla via del ritorno stavo sempre in silenzio.
Mia mamma forse temeva una delusione amorosa che avrebbe riempito pagine del diario invernale, chilometriche telefonate e musi lunghi.
Invece non era tristezza, era malinconia.
La malinconia non è triste.
E' quel momento in cui nascono le poesie.
Gli autori scrivono canzoni.
I pittori fissano su tela i capolavori.
Le persone normali, come me, immaginano.
Ricordano attimi, volti, profumi. Orizzonti. Vette.
E cieli immensi.
Perché il cielo in vacanza lo guardi sempre. Tanto.
Però lo sguardo perso, gli occhi che vanno oltre la vista per tuffarsi nei ricordi, è un momento bellissimo. Malinconico, ma bellissimo.
Sarà per questo che ricordo tutti i rientri e nessuna partenza.
Quando parti sei travolto dall'euforia, dall'aspettativa, dal caos.
Ci si arrabbia spesso alla partenza. O ci si preoccupa. Per ciò che lasci,
per ciò che dimentichi, per la paura di non divertirti come l'anno prima.
Invece i rientri non li scordi mai. Perché hanno attaccato un pezzo di vita.
Non siate tristi perché finisce una vacanza, siate malinconici perché i vostri occhi che guardano oltre il visibile, hanno una luce diversa.
Limpida e brillante.
—
Sono partiti tutti gli ospiti di agosto.
Cheyenne, col suo bagaglio di malinconia , resterà cosi alcuni giorni.
Con gli occhi di chi ha amato ogni attimo di questa estate.
—
Attimo colto da Paola Stella .







