Non so se col tempo il nostro carattere assomigli al nostro
nome o, fin da subito, sia viceversa.
O se in verità un nome ti viene assegnato con degli auspici,
delle speranze.
E forse non ci assomiglierà mai.
Il nome che portiamo ci accompagna per sempre. Deve essere
quello giusto.
I cani sono più fortunati, a loro si può cambiare con grande
facilità.
E farlo assomigliare a loro.
Una mia maestra mi insegnò che, ai cani che iniziano una
nuova vita, il nome va cambiato.
Happy è arrivata nella nostra casa in una calda domenica di
luglio.
Non poteva più stare dov’era. Era necessario darle una nuova
casa subito.
Non era più una ragazzina. Noi avevamo già Byron e Prince,
ci sembrava davvero complicato avere un terzo cane. Così avevamo già pensato di
chiedere aiuto ad una persona che non avrebbe mai potuto dirci di no.
Poi in casa avevamo questi due giganti, lei sembrava così
piccola.
Dopo pochi attimi dal suo arrivo ci guardammo negli occhi.
Ringrazierò per sempre quell’attimo in cui decidemmo di
farla vivere con noi.
Happy non poteva avere un nome diverso. Lei è felice. Sempre
e comunque. A prescindere. Senza se e senza ma.
Felice.
Ma la cosa che ancora oggi ci sorprende è la sua immensa,
infinita ed incondizionata devozione.
Lei, arrivata da noi con una vita già vissuta, con ricordi
forti e nitidi, ci ha guardati in faccia, ci ha annusati, ha girato la
proprietà e la casa, poi è salita in braccio e da lì, da quel momento, il
passato non avuto più nessun valore, ricordo, nessun peso, nessuna nostalgia.
Si riparte, da qui, ora con voi. Quello che è stato è stato.
Quello che conta è qui, adesso.
Ecco, credo di aver imparato da Happy il segreto della
felicità.
Bisogna smettere di guardare indietro, e non bisogna
allungare lo sguardo troppo avanti.
Qui, ora, adesso
È tutta la nostra vita.
Lo








